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SISTEMA A DIFFERENZA DI PRESSIONE

SISTEMA A DIFFERENZA DI PRESSIONEIl sistema a differenza di pressione rappresenta una soluzione ideale per siti ad alto rischio di intrusione. Questo sistema è realizzato con un microprocessore a tecnologia DSP (Digital Signal Processing). Il segnale proveniente dal sensore viene digitalizzato ed analizzato nel dominio del tempo e delle frequenze, garantendo capacità di elaborazione estremamente accurate.Oltre all’elevata immunità ai fenomeni atmosferici, propria del sistema a tubi interrati, questo sensore è in grado di eseguire un’analisi dei segnali tale da discrimare quelli a frequenze ripetitive (ferrovia, strada ad alta densità di circolazione, ecc.) rispetto a quelli generati durante l’attraversamento della zona sensibile da parte di eventuali intrusi Il sistema è passivo, quindi non rilevabile. Tale sistema si basa sul rilevamento della differenza di pressione tra due tubi posati ed interrati lungo tutto il perimetro da proteggere, riempiti con un liquido che ne permette il funzionamento anche a basse temperature (antigelo) ed opportunamente pressurizzati. Un attraversamento della fascia sensibile genera uno scompenso di pressione tra i tubi; questo viene rilevato da un apposito trasduttore ed il segnale così ottenuto viene analizzato dall’analizzatore che determina le condizioni di allarme e le invia al centro di controllo. Il sistema è, inoltre, in grado di memorizzare per poi poterli rivedere successivamente, i segnali generati immediatamente prima e dopo l’evento. Questo sistema può essere associato ad altri sistemi di protezione (perimetrali, sensori da interno, TVCC, controllo accessi, antincendio) ed, eventualmente, centralizzato realizzando soluzioni flessibili per qualsiasi esigenza di applicazione. Il sistema si suddivide in tre parti principali: il campo, l’analizzatore dei segnali e l’unità centrale. Il campo è costituito dalla parte “sensibile” del sistema, con capacità di rilevazione degli eventi generati nel corso di una violazione del perimetro protetto. Ne fanno parte: i sensori, le valvole ed i tubi con il liquido in pressione, che se posti parallelamente ad una distanza di 1,2-1,5 metri, costituiscono una fascia sensibile larga 3 metri circa per quanto riguarda la versione a 2 tubi, e di 6 metri circa per la versione a 4 tubi; tale zona è, comunque, lunga massimo 200 metri, 100 metri per tratta. L’analizzatore elabora i segnali generati dai sensori. L’unità centrale può gestire fino a 64 periferiche (analizzatori) collegate su di un unico cavo (dati ed alimentazione).Tramite le schede relè vengono resi disponibili, su contatti puliti, gli allarmi provenienti dai sensori.

SISTEMI A RADIOFREQUENZA

SISTEMI A RADIOFREQUENZATale sistema le radiofrequenze, tramite due cavi interrati a 15-20 cm di profondità, di cui uno trasmittente e l’altro ricevente distanti 1,10-1,20 m, crea un campo elettromagnetico sensibile ai movimenti del target nell’area protetta. Tale sistema è modulare e permette la protezione di perimetri di qualunque lunghezza; è particolarmente indicato per siti che richiedono un elevato livello di protezione. L’elettronica del sistema è realizzata con un microprocessore di tecnologia DSP con eccezionali capacità di elaborazione ed analisi dei segnali. Il segnale proveniente dal mixer viene analizzato sia nel dominio del tempo che delle frequenze, discriminando le sollecitazioni di tipo comune degli allarmi veri e propri. I segnali provenienti dai mixer vengono memorizzati in un archivio con un intervallo di tempo che precede e segue l’allarme predefinito. E’ in grado di rilevare una persona o un mezzo che attraversano la zona sensibile ed è insensibile alle vibrazioni del terreno. Il sistema si suddivide in tre parti principali: il sensore in campo, l’analizzatore di segnali e l’unità centrale. Il primo è costituito dalla parte “sensibile” del sistema, con capacità di rilevazione degli eventi generati nel corso di una violazione del perimetro protetto. L’analizzatore di segnali elabora i segnali generati dal mixer dovuti a variazioni di campo elettromagnetico sulla zona sensibile. Tramite le schede relè vengono resi disponibili, su contatti puliti, gli allarmi provenienti dai sensori. RFC rileva le variazioni di campo elettromagnetico generate da persone o cose che attraversano la zona sensibile. Le variazioni di campo elettromagnetico rilevate dal mixer, confrontando l’energia elettromagnetica ricevuta rispetto a quella trasmessa, generano dei segnali che, opportunamente processati ed analizzati, permettono di determinare le condizioni di allarme del sistema. Le segnalazioni di allarme reale vengono poi inviate al centro di controllo.

Per ricevere maggiori informazioni al riguardo o richiedere un preventivo gratuito contattateci all’indirizzo: info@progettosicurezza.org

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